SEO, SEM e SEA – Una spiegazione semplice per i non addetti ai lavori

Nel mondo digitale abbiamo spesso a che fare con gli acronimi che, per chi lavora nel settore, hanno un significato chiaro e univoco e, per chi il digitale lo vive in modo indiretto e non in prima persona, possono portare a equivoci e interpretazioni errate.
Penso, per esempio, a quell’imprenditore che, spinto dal desiderio di attrarre nuovi clienti, vorrebbe (giustamente) rivolgere parte delle sue risorse al search marketing, salvo poi trovarsi a non sapere quale strategia scegliere o prendere decisioni sbagliate per non aver colto importanti differenze.

In questo articolo parlerò della differenza tra SEO, SEM e SEA, tre acronimi che possono destare equivoci e magari portare a interpretazioni e, di conseguenza, a investimenti errati.

Prima di scrivere le definizioni però, è bene ricordare che ci sono due metodi base per rendersi visibili sui motori di ricerca:

1 – Comparire nei risultati organici o naturali: è la lista che appare in modo naturale (SERP), senza pagare Google/Bing/Yahoo.

2 – Comparire nelle Paid Search Ads, ossia gli annunci a pagamento. Se paghi ci sei, quando smetti di pagare, non ci sei più.

Le Definizioni

SEO = Search Engine Optimization

Tradotto letteralmente: ottimizzazione per i motori di ricerca.
Stiamo parlando di quell’insieme di tecniche e attività volte ad aumentare la qualità e la quantità del traffico verso il sito attraverso i risultati organici del motore di ricerca.

SEA = Search Engine Advertising

È la strategia usata per guadagnare traffico verso un sito o una pagina web attraverso campagne a pagamento PPC (Pay Per Click) come Google Adwords.

Quando si effettua una ricerca, i risultati SEO e SEA sono così distribuiti:

SEM = Search Engine Marketing

Con questo acronimo si intende la strategia che comprende sia le attività SEO sia SEA.

SEA – Le tre caratteristiche principali e i vantaggi

1 – Ottenere visibilità e traffico a fronte di un pagamento

2 – I risultati sono immediati: in cambio del pagamento, i tuoi annunci vengono resi subito visibili (poi sta all’abilità del professionista creare un annunci che convertano!)

3 – Durata limitata: sfortunatamente, tutto il lavoro che viene fatto per creare un annuncio che “funziona” è legato alla variabile budget. Quando si finiscono i soldi, si blocca la campagna che svanirà dal motore di ricerca all’istante.

Mi permetto di sottolineare come anche la SEA sia ottimizzazione, tentativi ed errori. Capiterà di ottimizzare le campagne e dover riassegnare il budget in base ai risultati. Magari si dovrà riconsiderare il tipo di advertising usato, la rete di ricerca, il messaggio che vuoi mandare e il pubblico che si vuole raggiungere. Non pensare mai di avere campagne di successo solo perché paghi!

Vantaggi Svantaggi
Aumento istantaneo del traffico La visibilità è legata al pagamento
Paghi solo quando c’è il click Costa
Positivo per le nuove aziende
Flessibile
Comunichi direttamente con il tuo pubblico
Risultati monitorabili
Puoi modificare l’annuncio in tempo reale

SEO – Le tre caratteristiche principali e i vantaggi

1 – Richiede tempo: anche se i primi risultati positivi possano far sembrare tutto molto semplice, in realtà c’è bisogno di un notevole impegno per costruire una solida strategia di backlink e partnership che porteranno il traffico di cui si ha bisogno.

2 – I risultati? Ci vuole calma. Google ha bisogno di tempo per visionare il tuo sito, prendere nota dei miglioramenti e agire di conseguenza. Possono volerci anche 6 mesi per vedere il frutto delle tue fatiche! Mi raccomando, non cadere nelle “scorciatoie” perché il tuo sito potrebbe incorrere in penalizzazioni difficili da scrollarsi di dosso.

3 – A lungo termine: ciò che fai oggi avrà risultati nel lungo periodo. Qualsiasi miglioramento che farai al sito, creazione dei backlink e la generazione di contenuti, Google ne prenderà nota e ti darà un miglior posizionamento anche molto tempo dopo che ti sei fermato con l’ottimizzazione.

E’ buona cosa continuare a mantenere attiva una strategia SEO che lavori in background. Mai fermarsi. Puoi decidere di investirci meno o più tempo sulla base delle tue risorse ma continua a starci dietro: alla fine i benefici arriveranno. Non scoraggiarti se i risultati non sono immediati.

Vantaggi Svantaggi
Aumenta la visbilità Richiede impegno e tempo
Migliora la percezione del brand Difficile da quantificare
Più visitatori più potenziali clienti Non ci sono garanzie di un buon ranking
Gratuito (i click sono gratuiti)
Risultati a lungo termine

SEo o SEA? Quale strategia scegliere?

Uno dei più grandi vantaggi dell’approccio SEO è che i risultati godono di maggiore fiducia da parte degli utenti internet. Come conseguenza, i siti che si affidano alla SEO ricevono molti più click in confronto ad un risultato presente negli annunci a pagamento. Lo svantaggio è che è davvero difficile arrivare alle prime posizioni, specialmente se la tua azienda si trova in un settore molto competitivo.

Con i risultati a pagamento hai il controllo completo sull’andamento della tua campagna in tempo reale e ritagliare un annuncio su misura per ogni tipologia di pubblico a cui vuoi rivolgerti. Lo svantaggio è ovviamente, il costo economico.

Le campagne SEA possono generare traffico istantaneo ma hanno bisogno di essere costantemente rinnovate, richiedono sempre un impegno economico e una pianificazione strategica. La SEO è una strategia che richiede più tempo per vedere i risultati i cui benefici possono essere notevoli ma a fronte di fatiche quotidiane.

E’ vero che bisogna per forza pagare per essere trovati?

La risposta è . La differenza sta nel “chi” si paga.

I risultati di una campagna PPC possono aiutare una pagina web o un prodotto ad essere riconosciuto velocemente, in questo caso è il motore di ricerca il destinatario del denaro. Mentre, se vogliamo che una pagina conquisti una buona posizione sulla serp, sceglieremo di incaricare un’agenzia o un professionista SEO. Ma attenzione: anche se decidi di farla tu da solo l’ottimizzazione per i motori di ricerca, in ogni caso, dovrai impiegare tonnellate di ore di lavoro e di fatica (e il tempo, il tuo, il mio, quello di tutti, è denaro).

In conclusione, la SEA apporta benefici quando si vuole lanciare un prodotto, spingere una campagna o magari quando si ha una vendita last minutes. La SEO è uno strumento per avere una visibilità a lungo termine e quando il budget è più limitato. Nulla ci impedisce di usare entrambe le strategie per ottenere i migliori risultati e raggiungere conversioni più efficaci.

Menu di navigazione – 6 errori da non commettere

Per questo articolo ho deciso di tornare un po’ alle origini e parlare di webdesign e più precisamente di quell’elemento che permette la navigazione nei siti web. I menu.

Il design di un menu ha una forte influenza sul successo o sul fallimento di un sito al pari di altri fattori. Influisce sul traffico e sul ranking, sulle conversioni e sull’usabilità. Ogni elemento importante del tuo sito è connesso alla navigazione, dal contenuto alla URL. Forse non ci hai mai pensato, ma spesso anche solo un piccolo miglioramento nella navigazione può far aumentare il numero di visitatori che trovano ciò che stanno cercando.

Ecco 6 errori che è facile commettere e da cui possiamo imparare molto

Errore 1 – Adottare uno stile non standard

Gli utenti si aspettano di trovare un menu di navigazione orizzontale in alto o verticale sulla parte sinistra. Mettere il menu in questi posti standard rende il tuo sito più semplice anche per quel visitatore che ci entra per la prima volta. Questo vuol dire un basso bounce rate, più pagine visitate e conversioni più alte.

Sii prevedibile. Si è vero, il marketing ci spinge a differenziarci, ma lo stile di navigazione non è l’elemento giusto per esprimere la creatività. Il tuo obiettivo è quello di aiutare le persone a trovare il tuo contenuto, non mostrare un nuovo modo per navigare nel sito.

Errore 2 – Usare etichette troppo generiche o Essere troppo creativi

In entrambi i casi si rischiano problemi di incomprensione.

Il menu dovrebbe essere descrittivo. Le etichette come Prodotti o Servizi sono generici per tutti i tipi di aziende e non comunicano nulla agli utenti. Ironicamente, un “Cosa facciamo” non dice nulla di cosa fai davvero. Fai risparmiare un click al visitatore (e riduci quinti la percentuale di abbandono) cercando di essere il più descrittivo possibile, anche nel menu. E’ vero, non è un lavoro semplice visto che bisogna usare una, due o tre parole al massimo.

Allo stesso modo, cercare etichette troppo particolari là dove ci sono già nomi più convenzionali che capiscono tutti, è un usare nella maniera sbagliata la creatività.  Etichette originali rendono felici copywriter e creative director, ma non danno nulla al tuo visitatore. Mostra la tua creatività nel testo e nelle immagini, ma lascia perdere il menu.

Errore 3 – Menu Drop Down

I menu drop down sono sconsigliabili per due ragioni. A seconda di come sono stati pensati, possono rappresentare un problema per i motori di ricerca. Ma soprattutto, il menu drop down annoia! Questo perché noi muoviamo gli occhi molto più velocemente di quanto muoviamo il mouse. Quando spostiamo il mouse su una voce del menu abbiamo già deciso di cliccare e invece il drop down menu ci mostra altre opzioni. Ancora peggio, incoraggia i visitatori a saltare le pagine principali. L’eccezione è data dal Mega Menu: nel momento in cui ci sono molte opzioni, migliora l’usabilità del sito.

Errore 4 – Troppe voci di navigazione

Hai presente quei siti con decine di link incolonnati a sinistra? Orribili. Ma sai che ti dico, che anche 8 sarebbero troppi, e sai perché? La nostra memoria a breve termine ne “conserva” solo 7 . Con meno voci, gli occhi del visitatore hanno il tempo per cogliere quelle più importanti. Ogni volta che elimini una voce, le altre diventano più visibili. Prendila come una sfida con te stesso e cerca di avere come limite 5 voci di navigazione.

Un menu conciso è anche importante per la SEO. Troppi collegamenti a pagine interne rischia di indebolire l’autorità della homepage e la link juice risulta diluita. Puoi usare Link Juice Calculator  per contare il numero totale delle voci cliccabili sulla tua home. Amazon ne ha circa 100, ma sono sicura che sia molto più grande del tuo sito, vero?

Errore 5 – Scegliere l’ordine sbagliato

Forse sarà capitato anche a te, quando stili una lista, il primo e l’ultimo elemento sono quelli che ricordi meglio. Il menu di navigazione non fa eccezione. Studi di psicologia mostrano che attenzione e mantenimento sono più alti per ciò che appare all’inizio e alla fine. Viene chiama “Serial Position Effect” e si basa sui principi di primacy e recency.
Parlarealmicrofono.it lo spiega perfettamente:

Dal punto di vista della psicologia cognitiva, l’effetto primacy trova spiegazione nella nostra limitata capacità di trasferire informazioni dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine: quando siamo bombardati di informazioni una di seguito all’altra, riusciamo cioè a immagazzinare in maniera duratura solo la prima parte di esse. Sul versante opposto dell’effetto primacy, si colloca invece l’effetto recency, ossia la tendenza a ricordare solo la parte finale di un discorso o di un elenco di elementi che ci vengono sottoposti. A livello psicologico, l’effetto recency si spiega con il permanere nella memoria a breve termine solo delle informazioni acquisite più recentemente. Ci ricordiamo quindi più facilmente le prime informazioni perché entrano a far parte della memoria a lungo termine, e le ultime perché restano nella memoria a breve termine.

Quindi metti le voci più importanti all’inizio o alla fine della navigazione e quelle meno importanti nel mezzo della lista.

Errore 6 – Il menù principale cambia a seconda delle pagine o cambiano le etichette

Le voci devono rimanere le stesse su tutte le pagine del sito e mantenere lo stesso ordine. Le etichette che si sono scelte non devono cambiare: se hai optato per “Offerte” nel menu principale non puoi scrivere “Promozioni” nella navigazione del footer, e far puntare alla medesima pagina. La coerenza è usabilità. Ogni cambiamento nel menu provoca disorientamento nel visitatore e i visitatori che si trovano disorientati semplicemente lasciano il sito.

Conclusioni

Non mettere in difficoltà i tuoi visitatori. Rendi la navigazione semplice. Un singolo errore nel menu può avere effetti sia sul ranking sia sull’usabilità, ma come hai visto basta qualche piccola correzione per avere grandi benefici!

Fonti:
http://www.webvanta.com
https://blog.kissmetrics.com/common-website-navigation-mistakes/
http://mysiteauditor.com/blog/17-main-menu-mistakes/
Photo by Kelly Brito on Unsplash

La psicologia dietro al Visual Content: cosa devi sapere

Il Visual Content, ormai da qualche anno, è quasi sempre al top delle tendenze marketing. E’ ovunque e stimola la crescita e l’engagement del pubblico per i brand. Così non sorprende che molti considerino il visual uno dei requisiti obbligatori per avere successo nelle strategie di marketing.

Ma, chi lavora nel marketing, ha un’idea chiara di quale impatto abbia sulla diffusione, il coinvolgimento e le vendite?

Perché si dovrebbe usare il visual content in una strategia di marketing:

  • I colori aumentano il desiderio di leggere il contenuto dell’ 80%
  • Il contenuto con immagini aumenta la percentuali di visita del 94%
  • Contenuti visuali generano molti più backlink di altre forme di contenuto
  • I post con immagini producono il 180% di coinvolgimento in più
  • Nell’85% dei casi è più probabile che le persone acquistino il tuo prodotto dopo aver visto un video che lo riguarda

Cosa fa innamorare le persone del visual content e come possiamo usare questo amore per portare le campagne marketing ad un livello superiore?

Le persone sono orientate al visual : il 90% delle informazioni sono trasmesse al cervello tramite contenuti visuali, le presentazioni con elementi visuali sono il 43% più persuasive e il 65% di noi ha una memoria visiva. Continua a leggere

E’ l’ora del Marketing Emozionale!

Troppo spesso quando rivediamo i nostri piani o campagne marketing pensiamo solo a come coinvolgere il nostro pubblico in termini tangibili di like, click, visite, iscrizione alle newsletter e vendite. Ma che dire riguardo a quelle “cose” intangibili come la personalità e il look and feel del nostro marketing e soprattutto cosa è stato fatto, si vuole fare e si farà per evocare un’emozione?

Le emozioni sono la chiave per elevarsi dalla massa. Le persone si sentono coinvolte se riusciamo a provocare in loro una reazione. Le strategie di marketing e comunicazione possono essere migliorate e rese più efficaci imparando quali sono i fattori che scatenano le emozioni e come metterli in pratica. Insieme allo storytelling, possono diventare una combinazione molto potente. I nostri cervelli sono costruiti per le storie che sono il modo in cui noi diamo un senso al mondo e ci connettiamo con le persone. Una volta che ci siamo “allenati” a comunicare così, possiamo condividere il nostro messaggio tenendo in mente i principi di persuasione.

Il marketing emozionale è quel processo in cui un messaggio riesce a far scattare qualcosa che rimarrà impresso nelle nostre menti. Come succede quando abbiamo una conversazione con un amico, ripesandoci, non ricordiamo le esatte parole, piuttosto come ci ha fatto sentire in quel momenti. Continua a leggere

5 elementi psicologici che renderanno la tua Pricing Page irresistibile!

Come aiutare i tuoi clienti a prendere la decisione giusta? Qui troverai riassunti alcuni elementi che possono avere un forte potere persuasivo.

La Pricing Page, e cioè quella pagina del sito dove si riporta il prezzo dei prodotti che si vogliono vendere, è la pagina dove i tuoi clienti prendono LA decisione. E quello che puoi fare tu è assicurarti che prenda la decisione giusta.

Questi sono semplici ma efficaci supporti psicologici che permetteranno di guidare gli utenti esattamente dove vuoi che vadano.
Ciascuno di questi è fondato su ricerche e applicazioni nel mondo reale.
L’importante è capirli e usarli nel modo giusto. Continua a leggere

10 semplici consigli su come venire bene in webcam!

Faccio outing? Ok, faccio outing.
Io sono molto timida, questa è la ragione principale per cui cerco di evitare i video come la peste. Su snapchat non mi vedrete mai! ^_^ In più, quando capita di vedermi in un video, mi domando sempre “ma quella sono proprio io!?” Qualche tempo fa, ho provato a fare una diretta streaming con Roberto Gerosa e Paola Chiesa: si è stato divertente, ma tanto imbarazzante (per me)!

Da qui , l’inquietudine costante quando devo partecipare ad una videoconferenza, magari per lavoro! Occhiaie, nasone, doppio mento, le luci andranno bene? e se si blocca il collegamento? …che ansia!

Ecco, cercando una soluzione a questo mio piccolo problema di autostima, ho trovato interessanti alcuni consigli che ho pensato di condividere con te! Continua a leggere

Storytelling e Aziende: come cosa e perché

storytelling e aziende

Ok, lo ammetto, non sto per scrivere nulla che rivoluzionerà il tuo modo di pensare o di scrivere: questo post non contiene nessuna rivelazione straordinaria.
E infatti comincio con tre frasi che tutti noi avremo letto e sentito mille volte:

Le persone amano le storie.
Le persone capiscono le storie.
Le persone sono coinvolte dalle storie.
E ora chiediti: Chi compra i tuoi prodotti e i tuoi servizi?

Pensa alle informazioni che ogni giorno ci vengono “rovesciate” addosso, molte di loro sono raccontate sotto forma di storia: che sia un post, una news, una canzone o semplicemente un vecchio libro. Le storie sono ovunque.

Quindi perché le aziende fanno ancora fatica a includere le storie nel cuore delle loro campagne di comunicazione?
E, attenzione, non sto parlando dell’ “about” di un sito. Ma dello stile comunicativo dell’azienda. Continua a leggere

Immagini ed emozioni: un binomio indissolubile per il brand

Le immagini fanno la differenza, nella vita così come nel marketing. Ma non tutte le immagini sono uguali: le migliori fanno sentire qualcosa alla gente e queste emozioni creano connessioni potenti tra le persone e i brand.

I brand devono essere costruiti sulle emozioni

Sono l’uncino che attrae le persone.
Anche se i clienti faranno le loro scelte seguendo ragionamenti razionali, la connessione emotiva è la ragione per cui sono attirati verso quei precisi prodotti.

La ricerca lo conferma. Secondo uno studio durato 10 anni  (curato da Michael Silverstein, senior vice president e director per il Boston Consulting Group, e Neil Fiske, Trading Up: The New American Luxury), i brand che evocano una forte reazione emotiva vendono di più, guadagnano maggiore fiducia e possono far pagare di più. E questo è vero per tutte le categorie di business (dal food al fashion alla tecnologia)

Le immagini sono il veicolo di queste emozioni. Ma il legame tra le persone e i brand deve essere costruito nel tempo. Le emozioni che evochi attraverso il marketing e la comunicazione devono essere strategiche e intenzionali. E per vincere una lunga corsa, devono essere coerenti con il tuo brand, i colori, gli elementi di design, il tono di voce e l’atteggiamento.

Se sei responsabile di un brand, ci sono alcune considerazioni da tenere presente.

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5 errori di inbound marketing che possono mettere a rischio il tuo brand

Ormai lo sanno anche i sassi: l’inbound marketing può essere molto utile per attrarre clienti attorno al brand, generando curiosità e donando longevità. Se fatto bene, i clienti vengono coinvolti dalle informazioni che trovano su blog e social, di cui aspetteranno con ansia gli aggiornamenti quotidiani.

Nel momento in cui si inizia, gli errori sono dietro l’angolo e questa è una buona cosa: si, perché è proprio dagli errori che si impara. Ma se in ballo ci sono soldi e reputazione, allora dobbiamo cercare di ridurre al minimo i possibili sbagli perché alcuni possono essere davvero disastrosi, col risultato di far fuggire i lead lontano dai vostri canali di vendita, senza possibilità di ritorno.

Questi sono 5 fra i più comuni errori di inbound marketing Continua a leggere

La potenza delle emozioni nel web marketing

Ogni giorno siamo investiti letteralmente da centinaia di emozioni differenti dalle mille sfumature e tutte relative alle diverse situazioni sociali in cui ci troviamo. Le emozioni base sono: felicità/amore, tristezza, paura/sorpresa e rabbia e disgusto (ti ricorda qualcosa? ^_^  ). Queste “emozioni madre” sono poi in grado di generare molti altri livelli emozionali.

Questa è la famosa Ruota delle Emozioni di Robert Plutchik, che mostra solo alcuni di questi livelli generati dalle emozioni base.

Ruota delle emozioni

Che si possano usare le emozioni nel marketing è cosa ormai nota, persino lo zio Mark ne ha preso atto, cercando un modo per creare maggiore coinvolgimento sulla sua piattaforma.

Come funzionano le emozioni

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