Profilo LinkedIn: come non scrivere il nostro sommario

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Nel nostro profilo LinkedIn c’è una sezione particolarmente importante, che però viene spesso sottovalutata, a volte per pigrizia, altre perché non viene giudicata utile. Sto parlando del Sommario, quella parte in cui dobbiamo raccontarci, far sentire la nostra voce virtuale e renderci interessanti agli occhi di chi ci sta leggendo.

Liz Ryan, CEO and Founder di Human Workplace (se ancora non la seguite su LinkedIn, provvedete subito), ci ricorda 5 errori fatali che molto spesso commettiamo nello scrivere i nostri Sommari.

Errore 1 – Non raccontare cosa facciamo di professione

Scrivere un riassunto utilizzando una voce umana ci avvicinerà a tutti quei manager, imprenditori, responsabili che ne hanno abbastanza di droni e pecoroni (o che non tollerano gente così).
Nel nostro Sommario non dobbiamo mostrare semplicemente una lista dei passati lavori, aspettando che chi legge intuisca cosa vogliamo fare dopo. Cerchiamo di essere espliciti, studiando una dichiarazione che trasmetta il nostro piano d’azione, i nostri desideri professionali, la direzione verso cui vogliamo andare. Per esempio “Sono un product marketer che lavora per rendere più grandi i piccoli brand che si occupano di tecnologia”: semplice, immediato, chiaro.

Errore 2 – Accontentare tutti

Solitamente siamo portati a inserire ogni straccio di esperienza che abbiamo avuto per mostrare la nostra versatilità. Errore! Il peggiore brand del mondo è quello che afferma “Posso fare tutto!” Nessuno ci crederà. E se davvero sappiamo fare tutto, scegliamo qualcosa che sappiamo fare meglio e che amiamo e raccontiamolo.

Errore 3 – Non farsi capire

Commettere errori di battitura o ortografici o peggio ancora grammaticali, è il miglior modo per far scappare chiunque si trovi a leggere il nostro profilo. Facciamo sempre un doppio controllo per cercare di trovare ogni errore e, visto che sicuramente qualcosa ci sfuggirà, facciamolo leggere anche ad un paio di nostri amici per scovare quell’imperfezione che ai nostri occhi si nascondeva.
Se non ci curiamo degli errori che commettiamo (seppur in buona fede) nel nostro Sommario, passeremo per distratti (come minimo) e nessuno arriverà a leggere quanto siamo bravi nel nostro lavoro.

Errore 4 –  Troppi dettagli

Un Sommario non deve essere troppo lungo (cerchiamo di non superare i 2000 caratteri): la lunghezza varia a seconda degli anni di esperienza. Più il nostro profilo è “senior” e meno dettagli avremo bisogno di inserire. Cerchiamo di essere semplici: parliamo dei vantaggi che abbiamo apportato grazie al nostro impegno e come lo abbiamo fatto.

Mettere in evidenza un paio di punti per ciascun lavoro è abbastanza, soprattutto quando nel nostro arco abbiamo frecce tipo questa: “Quando i nostri due maggiori competitor si sono uniti, ho lanciato una campagna di email marketing che ha fatto aumentare le vendite del 25%”

L’elenco di compiti e mansioni viene dimenticato nel momento in cui viene letto: chi ci legge vuole sapere cosa abbiamo fatto e quali sono state le conseguenze del nostro lavoro.

Errore 5 – Scrivere stile zombie

Qual è il linguaggio zombie da non utilizzare in un Sommario? Ovviamente quello già stra-sentito, stra-letto, stra-usato, banale, antico. Scrivere “Professionista orientato ai risultati” andava bene nel 1982, se lo scriviamo ora, risulteremo solo obsoleti e vecchi.

La sfida più grande è quella di differenziarsi dalla massa: non possiamo e non dobbiamo scrivere nel modo in cui scrivono tutti.

 

Inseriamo la nostra voce, raccontiamo le nostre esperienze e non temiamo di usare la prima persona singolare. Scrivere riguardo alla nostra carriera in modo “oggettivo” appartiene al passato: dobbiamo pensare al Sommario del nostro profilo LinkedIn come ad uno strumento per vendere noi stessi ed esprimere la nostra voce e la nostra personalità con energia e carattere.

 

Ed ecco il momento delle infografiche!

LinkedIn Tips and tricks per te e e per la tua azienda

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