La psicologia dietro al Visual Content: cosa devi sapere

Il Visual Content, ormai da qualche anno, è quasi sempre al top delle tendenze marketing. E’ ovunque e stimola la crescita e l’engagement del pubblico per i brand. Così non sorprende che molti considerino il visual uno dei requisiti obbligatori per avere successo nelle strategie di marketing.

Ma, chi lavora nel marketing, ha un’idea chiara di quale impatto abbia sulla diffusione, il coinvolgimento e le vendite?

Perché si dovrebbe usare il visual content in una strategia di marketing:

  • I colori aumentano il desiderio di leggere il contenuto dell’ 80%
  • Il contenuto con immagini aumenta la percentuali di visita del 94%
  • Contenuti visuali generano molti più backlink di altre forme di contenuto
  • I post con immagini producono il 180% di coinvolgimento in più
  • Nell’85% dei casi è più probabile che le persone acquistino il tuo prodotto dopo aver visto un video che lo riguarda

Cosa fa innamorare le persone del visual content e come possiamo usare questo amore per portare le campagne marketing ad un livello superiore?

Le persone sono orientate al visual : il 90% delle informazioni sono trasmesse al cervello tramite contenuti visuali, le presentazioni con elementi visuali sono il 43% più persuasive e il 65% di noi ha una memoria visiva.

Non stupisce il fatto che il 93% della comunicazione sia non verbale. I contenuti visuali attraggono l’attenzione, aumentano le emozioni e influenzano il nostro modo di essere.

  • Il cervello processa le immagini 60.000 volte più velocemente del testo
  • Il 40% delle persone risponde meglio alle immagini rispetto al testo
  • Il 50% del nostro cervello è attivo durante un processo visuale

Insomma, i contenuti visuali veicolano un engagement pazzesco e questa non è altro che psicologia.

Per l’infografica completa, clicca sull’immagine! 🙂

Hai bisogno di altre ragioni per lasciarti convincere dalla psicologia del visual content e capire come applicarla alla tua campagna marketing? Bene, allora continua a leggere 😉

1 – Impariamo dalla matematica

L’occhio umano trova determinati disegni matematici particolarmente attraenti, per via della simmetria e della bellezza delle proporzioni. Trovandola in natura quasi ovunque, siamo inconsciamente coinvolti dall’effetto biofilia che riduce il nostro stress e migliora la concentrazione.

Le risposte positive alle immagini che riportano particolari sequenze matematiche sono spiegate dalla capacità dell’occhio e quindi del cervello di scannerizzarle e interpretarle più velocemente, riconoscendole inconsciamente come espressioni della perfezione.

Avrete sicuramente sentito parlare della Sezione Aurea e della Sequenza di Fibonacci: sono i migliori modelli matematici per spiegare come mai i contenuti visuali sono tanto forti nel marketing e lo dimostrano con tre regole.

Regola 1: La Sequenza di Fibonacci

In breve, la Sequenza di Fibonacci mostra come ogni termine sia la somma dei due che lo precedono:

0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55 ecc.

  • 0+1 = 1
  • 1+1 = 2
  • 1+2 = 3
  • 2+3 = 5
  • 5+3 = 8

Se dividiamo un qualsiasi numero della serie per il precedente risulterà il numero aureo che crea il rettangolo aureo, una forma presente in natura, nelle arti e nell’architettura. Questo numero è 1,618.

Portando un esempio grafico, nelle immagini la Sequenza di Fibonacci funziona così:

Regola 2: La Sezione Aurea

Usata nelle belle arti, in architettura e in ingegneria, la Sezione Aurea è il rapporto tra due numeri. In particolare, è un rapporto tra due numeri che dà come risultato il numero irrazionale 1,618033.
Ti consiglio di  leggere come approfondimento questo bell’articolo di Graficata!

Come applicare la sezione aurea nel tuo contenuto visuale?

  • Controlla se la tua immagine è “aurea”.
    Dividi la larghezza dell’immagine per la sua altezza: se il risultato è 1.618 o 0.618 l’immagine è perfetta per essere usata. Per esempio se hai un’immagine di 647 x 400 px 647/400 = 1.617 e 400/647= 0.616 quindi è perfetta.
  • Calcola la misura perfetta delle tue immagini.
    Per esempio, diciamo che la tua immagine deve essere alta 350 px: moltiplica 350 x 1.618 e avrai la larghezza perfetta per la tua immagine, 566 px

Regola 3: La Regola Dei Terzi

I fotografi conoscono bene questa regola: è un metodo di composizione degli elementi che permette di sincronizzarli con i nostri occhi e quindi renderli piacevoli da guardare

Come funziona?

Dividi un immagine in una griglia con tre righe e tre colonne e alle loro intersezioni inserisci gli elementi chiave. Non mettere gli elementi chiavi nel centro. Se fai una ricerca su Google troverai decine di esempi come questo:

2 – Applichiamo la psicologia dei colori

La teoria e la psicologia dei colori sono significative per capire l’influenza dei colori sulle nostre emozioni e il loro impatto sulle nostre azioni e, di conseguenza, come potersi differenziare così come cambiare l’impatto negativo delle immagini.

I colori influenzano i comportamenti degli utenti e le loro decisioni. Per esempio, WishPond ha incrementato le conversioni del 14,5% dopo aver cambiato il colore dei bottoni delle loro call to action  da verde a giallo. Non solo, diversificando il colore di due link mettendoli in contrasto si aumentano le conversioni del 63,2%.

Come puoi applicare la psicologia dei colori?

Sii coerente con filtri e colori
La scelta dei colori nel visual content è importante, perché i colori producono associazioni emotive. Usa i colori con coerenza per amplificare certe emozioni nei tuoi contenuti.

Anche per i filtri è la stessa cosa, contribuiscono a fornire un senso di coerenza e rendono i tuoi post riconoscibili sulle varie piattaforme social.

Imposta la palette dei colori e i font
Insieme al template e ai filtri, la palette di colori e i font fanno parte dei “fantastici 4” elementi di visual design per ritrarre il brand e influenzare la sua riconoscibilità.

3 – Riscopriamo il potere del testo

Il Visual Content da una spinta alla strategia di marketing ma di certo non sostituisce interamente la scrittura. Così, fra i nostri compiti, c’è sicuramente quello di trovare il giusto bilanciamento tra parole e immagini e dedicare particolare attenzione alla tipografia perché determina la prima impressione visual del testo.

Psicologia dei font

La scelta del font dovrebbe riflettere la personalità del tuo brand. Cerchiamo di non strafare: due o tre font sono il massimo che possiamo usare per rendere il contenuto interessante e “attraente”, altrimenti potremmo distrarre chi sta leggendo e il messaggio che stiamo lanciando potrebbe perdersi.

Ci sono 5 categorie di font: Serif, Sans-serif, Slab serif, Script e Modern. Per scegliere quello giusto per il tuo brand studia bene la psicologia dietro la tipografia per capire le associazioni che ciascun font evoca:

Serif: autorità, tradizione, rispetto (es. Times New Roman, Bodini, Georgia, Garamond e Baskerville)

Sans-serif: pulizia, modernità, stabilità (es. Helvetica, Verdana, Arial, Century Gothic, e Calibri)

Slab serif: forza, modernità, solidità (es. Rockwell, Courier, Museo, Clarendon e Bevan)

Script: femminilità, eleganza, “friendly”  (es. Lobster, Zapfino, Pacifico, Lucida e Brush Script)

Modern: alla moda, intelligente, acuto (es. Inifinity, Eurostyle, Majoram, Matchbook, Politica)

La psicologia delle forme

Il nostro subconscio risponde alle forme in differenti modi, ecco perché i brand dedicano molta attenzione al design dei loro loghi. Per trasmettere qualità particolari riguardo al brand, i designer giocano con le linee, i cerchi, i contorni e le curve, suggerendo determinati significati ai messaggi di marketing.

I cerchi suggeriscono amore, amicizia e unità. In contrasto, i triangoli e i quadrati sono segnali di stabilità, forza, potere e professionalità. Le linee verticali sono aggressive mentre quelle orizzontali suggeriscono calma e senso di comunità.

Una interessante infografica su forme e colori dei brand la trovate in questo articolo di Hubspot.

La psicologia della grandezza

Non usare più di tre differenti grandezze di font perché il cervello umano trova complicato interpretarne di più: più font hai sulla pagina più confusione fa una persona a leggere cosa hai scritto: un font per l’header, uno per i sittotitoli e uno per il testo del paragrafo andranno benissimo.

Alcuni esperti hanno intuito che la misura migliore per un font del body è 16 pixel: in ogni caso, la migliore decisione che puoi prendere è di mantenere adeguate altezza e lunghezza delle righe per le differenti misure degli schermi, per una esperienza di lettura eccellente.

4 – Usa differenti tipi di visual content

Per fare delle campagne di un certo livello hai bisogno di provare diversi tipi di contenuti visuali.

Immagini

Come già sai, le immagini aumentano l’engagement di un post del 180% e il 94% in più delle visualizzazioni. Crearsi un database di siti con immagini free e/o a pagamento è sempre una buona idea. Se sei patricolarmente creativo e ispirato, puoi anche personalizzare  le immagini del tuo progetto con uno dei tanti editor di foto browser based, come per esempio Canva.

Cosa puoi fare esattamente?

  • Modificare il colore di un’immagine
  • Creare collage
  • Aggiungere testo e frame
  • Cambiare la forma di un’immagine
  • Mettere sfondi
  • e molto altro!

Infografiche

Da un punto di vista psicologico, i nostri occhi tendono a focalizzarsi su qualcosa che sia piacevole da vedere e semplice da capire. A causa del sovraccarico di informazioni quotidiano, le persone rispondono meglio alle infografiche perché, in sostanza, semplificano il messaggio.

Le infografiche aumentano la voglia di leggere dell’80%. Sono accessibili e persuasive.
Secondo uno studio condotto dalla Wharton School of Business una presentazione esclusivamente verbale convince il 50% dell’audience, nel momento in cui alle parole viene aggiunto del contenuto visuale la percentuale sale a 67. Se poi si fa uso di nozioni di neuroscienze il discorso si fa ancora più interessante, perché le persone diventano addirittura più inclini a credere a cosa stanno leggendo.

Le migliori infografiche raccontano una storia con un linguaggio figurato minimalista, permettendo di far arrivare il messaggio agli occhi, e quindi al cervello, senza distrazioni.

Venngage suggerisce tre trucchi per disegnare le infografiche:

  • ridurre a tre colori la tua palette
  • mettere il testo nel mezzo invece che all’inizio della tua infografica
  • usare la tipografia per impostare il tono della tua infografica

Ho da poco scoperto uno strumento davvero interessante per creare infografiche, presentazioni e banner: si chiama Visme, è web based e gratuito, con la possibilità di abbonarsi e diventare utenti premium, qui trovate il loro video di presentazione.  Da provare!

Meme

Tutti noi sappiamo cosa sono. La psicologia nascosta dietro ai meme è semplice: fanno leva su un livello culturale basso e ignorano la varietà e la complessità delle rappresentazioni mentali, in questo modo diventano facili da capire. È una forma di comunicazione universale, superficiale e immediata.

Anche se alcuni esperti non raccomandano l’uso di meme nelle campagne marketing, questo tipo di visual content è comunque ampiamente usato dai brand per aumentare l’engagement e incoraggiare la comunicazione sui social.

I meme non richiedono particolari abilità grafiche: puoi usare Meme Generator, Meme Crunch o Quick Meme per aggiungere del testo a immagini popolari (oppure usare semplicemente Paint).

Video

I video non sono un tipo di contenuto economico, ma sicuramente efficace. Post con contenuti video aumentano del 300% i backlink e le conversioni dell’86%

Perché alle persone piacciono i video?

Suspance, immediatezza e la sindrome da FOMO fanno da padroni quando si parla di video live. I video, inoltre, evocano stimoli come l’auto identificazione, la passione e la connessione con ciò che succede sullo schermo. È più semplice sviluppare un attaccamento emotivo con qualcosa che vedi piuttosto che con qualcosa che leggi.

Presentazioni

Come per le infografiche, le presentazioni puntano l’attenzione sul design per attrarre i lettori verso il testo. Ma diversamente dalle infografiche, possono avere propositi più alti e includere tonnellate di informazioni da condividere con le persone.

Per esempio, gli utenti leggono il 20% del testo presente in una pagina. Suddividendo il contenuto in blocchi e presentandolo via slide viene migliorata la leggibilità e le persone sono più portate a credere a ciò che leggono.

Per trasformare in presentazione il tuo contenuto puoi usare vari strumenti, da PowerPoint a SlideShare o Canva, ma l’importante è:

  • essere coerente con font e colori
  • usare fonti rispettabili

Conclusioni

Gli elementi visual senza dubbio sono i driver principali per l’engagement, per attrarre l’attenzione e aiutare il contenuto ad essere migliore. Chi lavora nel marketing ha capito che un contenuto vsual di alta qualità trova il favore delle persone e influenza la riconoscibilità del brand. È necessario conoscere la psicologia dietro ai contenuti visuali per avere  un impatto reale sul coinvolgimento e sulle vendite.

Gli errori di Visual Content che ti possono costare caro

Sei impegnato a creare contenuti visual per il tuo business? Investi ore e ore nel fare immagini, infografiche, slide e video?

In questo articolo potrai leggere 4 errori che potrebbero costarti il traffico, le condivisioni e le vendite.

Non c’è alcun dubbio che il visual content sia al momento uno dei modi più apprezzati per veicolare messaggi e attenzione: tutti noi ormai possiamo creare immagini piuttosto che infografiche, slide o video avendo a disposizione centinaia di tool e app.

Se però non fai le cose nel modo giusto rischi di buttare al vento ore di lavoro a discapito della tua audience.

Dai un’occhiata a questi 4 errori e assicurati che non li stai commenttendo anche tu! Continua a leggere

Il potere della Brand Advocacy

Chi è un sostenitore del brand

E’ un cliente totalmente soddisfatto, un dipendente appassionato, una persona che raccomanda la tua azienda senza essere pagato o ricevere altro tipo di incentivo.

Non bisogna confondere i sostenitori del brand con gli influencer. Di differenze ce ne sono diverse, dal profilo tipico che caratterizza entrambe le figure alla motivazione che li mette in moto, ma la differenza più grande tra gli Advocates e gli Influencers è la lealtà. Il tuo sostenitore promuoverà, supporterà e difenderà voi e la vostra azienda per anni. Continua a leggere

Come ricevere maggiore credibilità dai tuoi contenuti

Una delle sfide più grandi che si devono affrontare quotidianamente, quando si lavora nel content marketing, è attrarre l’attenzione.

Puoi pubblicare un coinvolgente, divertente, provocatorio articolo sul tuo blog senza che succeda nulla.

Nessuna condivisione, nessun commento, nessun nuovo contatto.

Cosa puoi fare di più affichè i tuoi clienti ideali ti leggano e condividano i tuoi aggiornamenti? Continua a leggere

Strategia Social Media: 10 consigli da seguire al volo!

L’anno scorso il content marketing si è confermato protagonista e continuerà a giocare un ruolo sempre più centrale nelle strategie di web marketing. Usare articoli di approfondimento, webinars, ebook, per educare e portare valore concreto alla tua audience si traduce in un aumento della percezione della tua autorità nel tuo campo professionale.

Visual Content, Video Marketing, Social Media: sono tutti aspetti che, se curati nel modo corretto, ti porteranno ad aumentare l’engagement con la tua audience, migliorare la comunicazione con i tuoi clienti e metterti in contatto con i prospect.

Ecco dieci soluzioni grazie alle quali potrai ottenere il meglio dalla tua strategia. Continua a leggere

Come creare una content strategy su misura per te

La strategia di contenuti e la tua voce

Prima di andare ad esaminare gli elementi, le questioni e i pensieri utili a stilare la lista di punti da seguire per la tua strategia, vorrei che dedicassi qualche minuto alla ricerca della tua voce.

Non starai pensando che la tua voce non ha nulla a che fare con la creazione della content strategy, vero?! Ok, ora  cerco di spiegare cosa intendo.

La tua voce ti permette di essere unico, di raccontare alla tua audience cosa ti differenzia dai tuoi competitor  e come riesci a farlo. La tua voce è quel quid totalmente personale che ti farà uscire dalla massa e farà esaltare i contenuti che sceglierai di condividere.

Uno dei tuoi obiettivi è quello di fornire contenuti che siano di aiuto ai tuoi fan/follower, che rendano la loro vita più semplice, che li aiuti a fare qualcosa più velocemente o risolva i loro problemi prima e meglio di come avrebbero fatto da soli. Queste sono le cose che fanno scattare i tuoi seguaci, che li portano a cliccare il like sulla tua fanpage o a seguirti su twitter. Continua a leggere

7 miti socialmedia a cui non credere mai

Secondo un recente studio, ben l’83% di chi lavora nel marketing ha idee confuse riguardo al social media marketing, situazione questa che non aiuta la grande disinformazione che circola attorno al web e ai social media.

In questa infografica per esempio, vengono sottolineati 7 miti socialmedia a cui nessuno, ma proprio nessuno, dovrebbe credere.

1 Più hashtags è meglio.

Può essere vero su Instagram e Twitter, ma non su Facebook: più hashtags un Brand usa nei suoi post su Facebook e minore è l’interazione che riceve.

2 Vine è la migliore piattaforma per i social video.

Dipende sempre da dove stai condividendo! Se i tuoi fans sono soprattutto su Facebook allora Vine non è la scelta giusta (ricorda: Facebook ha acquistato Instagram e Twitter ha acquisito Vine).

3 Youtube è usato principalmente dai teenagers.

Solo il 10% degli utenti di YouTube ha un’età compresa tra i 13 e i 17 anni.

4 Facebook e Twitter conducono la maggior parte del traffico.

Anche in questo caso dipende su quale tipo di sito. Uno schiacciante 64% di corporate site referrals proviene da LinkedIn.

5 Linkare posts su Facebook porta maggiore traffico.

Si, i posts portano traffico ma nulla è come una foto: l’87% delle interazioni su una pagina avvengono tramite una foto, un link semplice porta  solo il 4% di coinvolgimento.

6 Tweets postati nelle ore del giorno generano più retweets.

Condividere quando il volume complessivo delle condivisioni è basso, come per esempio di notte, può portare più retweets vista la scarsa competizione.

7 I contenuti di Pinterest hanno una vita breve.

Diversamente da molto altri tipi di contenuti online, i Pin hanno una capacità di ingaggio molto potente. Il 50% di traffico ottenuto da un Pin avviene circa due mesi dopo il pin iniziale.

sette miti social media spettrali