Search Engine Optimization, ridiamoci su!

Lavorare in campo SEO può essere frustrante e decisamente poco divertente.
Google non sempre risponde alle nostre preghiere e quando capita di vedere pagine ottimizzate dal “cugino dell’amico”, con contenuti di minor valore, ci passa davanti nel ranking usando tattiche SEO non esattamente pulite, ci venie quella punta di acidità di cui vorremmo fare anche a meno. Quante volte un cliente ci ha detto di volersi trovare al primo posto su Google nel giro di 24 h, quando le migliori campagne SEO hanno bisogno di mesi per avere risultati apprezzabili?
Se anche tu mangi pane e SEO e ti trovi ad essere un tantino stressato per questo, ecco qualche vignetta davvero simpatica che ti tirerà su il morale! Continua a leggere

Web Design: alcune statistiche che non possiamo davvero ignorare

Iniziamo con un dato che probabilmente conosciamo già tutti: 3 utenti su 4 ammettono di giudicare la credibilità di un’azienda basandosi sul design del sito. Di solito poi basta molto beno di un secondo ad una persona per decidere se un determinato sito piace o no.

Con oltre un miliardo di siti web e oltre due miliardi di utenti internet attivi può essere decisamente difficoltoso avere un design in grado di catturare l’attenzione e trattenere un visitatore abbastanza a lungo.

Per chi pianifica di aprire un nuovo sito o ha intenzione di aggiornare quello vecchio, questa infografica propone utilissime statistiche che dovrebbero essere prese in considerazione prima di far partire l’intero progetto. Continua a leggere

Come scrivere il perfetto “About Me” in 5 passi!

Che sia per il profilo social media, per un sito professionale o per un blog di cucina, quando bisogna scrivere il cosiddetto e temutissimo About Me, cominciamo a sentire l’acidità di stomaco che sale, sudorini freddi compresi… vero o no? Robin Reetz nel suo articolo suggerisce 5 semplici passi che ci aiuteranno a scrivere la nostra Bio/About Me nel modo migliore possibile!

1 Considera la tua audience

Prima di iniziare, considera i propositi del tuo account. A chi vuoi parlare? Per quale motivo hai aperto questo account o sito? Se esiste solo a fini professionali, allora potresti mantenere un carattere conservativo, ma dipende sempre dal tuo campo e dall’industria in cui operi. Se è un account personale, o se lavori in un campo non troppo rigido, sentiti libero di essere creativo e di dare un’impronta divertente alla Bio. Pensa alla tua audience e alle intenzioni del tuo sito/account prima di fare qualsiasi cosa!

2 Sii autentico

Assicurati che il tuo About Me esprima chi sei come persona e come professionista in un modo autentico e sincero, sia in termini di contenuto, sia di stile di scrittura.

3 Racconta la tua storia

Se sei un copywriter, un designer o se lavori in un qualsiasi campo creativo, sai bene che essere bravi a raccontare la storia di una persona, di un posto o di un brand, è ormai una caratteristica essenziale. Essere un po’ personale nella tua Bio aiuterà potenziali clienti, followers, colleghi e lettori a relazionarsi con te. La tua storia è ciò che ti separa dalla massa.

4 Sii conciso

La maggior parte dei tuoi lettori e potenziali clienti vogliono conoscerti. Per questo è facile dilungarsi troppo quando ci si descrive (siamo tutti un po’ narcisisti, non trovi?) Se sei in difficoltà a scrivere un About Me conciso, chiedi a qualcuno di cui ti fidi e che rispetti nella tua industria se può aiutarti con qualche suggerimento dopo avergli fatto leggere una prima stesura della tua Bio.

5 Non pensarci su troppo

Ecco ci arrivati all’ultimo step per scrivere un About me efficace. Ricorda che scrivere una bio per il tuo blog, il tuo sito o per il tuo account social media non è la fine del mondo. E’ la tua bio online. Quindi, certo, è giusto che sia accurato, adeguato al tuo stile e che segua dei buoni propositi, ma pensa che tutti da questa parte del monitor sappiamo che è impossibile riassumere sé stessi in poche righe. Quindi rilassati e vedrai che le parole arriveranno più facilmente.

Soddisfatto del tuo testo? Bene, ma non hai ancora finito. Non dimenticarti di unire al tuo nuovo, luccicante About Me questi altri due punti di forza:

  • Foto – includi una tua foto adeguata al tono dei tuoi contenuti.
  • Location – Non devi essere specifico per forza, ma dare un’indicazione di dove lavori è raccomandabile.

 

 

Le 9 Cerchie del Marketing Infernale!

Da Hubspot una simpaticissima infografica che evidenzia i più gravi errori di content marketing che possiate mai fare. Ma la cosa divertente è che per ogni peccato, è anche indicata la punizione che sarà subita dal peccatore.

Tutti quanti abbiamo commesso qualche sbaglio. La speranza è sempre quella di non commettrne di gravi, ma che si risolvano anziché con un licenziamento, con una bella strigliata.

Lasciandosi ispirare dall’Inferno di Dante, i signori di Hubspot hanno inserito questi peccati capitali di marketing suddividendoli in 9 Cerchie.
Controllate quali sono questi peccati che potrebbero costarvi la punizione eterna e, molto più importante, la noia degli utenti!

1° Cerchia: Creare Contenuto Brutto

Sapete in cosa consiste: un testo difficile da “consumare”, frasi troppo lunghe, nessuna immagine o formattazione che spezzi la monotonia.

La punizione: Sarete costretti ad usare la app Draw Something per l’etenrnità, utilizzando solo due colori, il marrone e il grigio. E senza l’audio.

2 Cerchia: Essere Noiosi

Internet è pieno di roba. L’ultima cosa di cui avete bisogno è essere anonimi e irrilevanti per far addormentare la vostra audience.

La punizione: Passerai al settaccio l’intera rete di internet. Leggerai ogni singola parola di ogni singola pagina che è stata pubblicata e rimuoverai i contenuti di bassa qualità.

3 Cerchia: Non Monitorare i Social Media

La gente usa i social media per comunicare con te, che ti piaccia o no, che sia per il servizio clienti, perché ha bisogno di informazioni o perché vuole comprare Non lasciarli appesi nel vuoto di una tua risposta mancata.

La punizione: dovrai rispondere personalmente ad ogni cliente arrabbiato che si lamenta attraverso i social, per ogni brand nel mondo!

4 Cerchia: Cattiva Automazione

Sai quanto ricevi la stessa notifica 3 volte in 3 secondi? Le email che sono chiaramente inviate tramite un sistema automatico cosa non dovrebbero mai essere? Uno dei milioni di tweet automaticamente inviati nella twittersfera… Si dai sai di cosa sto parlando…

La punizione: Ogni volta che un messaggio viene inviato automaticamente la destinatario sbagliato, via email, social o mobile, il “Mambo n. 5 di Lou Bega inizierà a suonare mentre qualcuno schiocca le dita vicino alle tue orecchie

5 Cerchia: Cattivo Targeting

Ciao [NomeCognome] sei interessato a comprare altro cibo per gatti? … inviata alla mail del proprietario di un cane. Un grande, terribile passo falso.

La punizione: dovrai ascoltare un’infinita lista di mediocri messaggi pubblicitari di prodotti e servizi che non ti servono

6 Cerchia: Inviare Messaggi Fuorvianti

Non ingannate le persone chiedendo di cliccare sul vostro post, email, CTA, o qualsiasi altra cosa usando titoli falsi che promettano ciò che non puoi dare.

La punizione: se usi la vecchia tattica del prodotto esca con la gente, passerai l’eternità a nuotare in un mucchio di esche per pescatori in decomposizione.

7 Cerchia: Violazione del Copyright

Copiare e incollare il contenuto di altri, senza permesso e senza aggiungere credits (non solo la menzione in link) non è solo un cattivo comportamento, ma una pessima mossa di marketing che ti penalizzerà nei risultati della SERP.

La punizione: Tutti i cattivi contenuti filtrati dalla seconda cerchia arriveranno a te, che dovrai copiare parola per parola su una lavagna, usando le tue unghie come gessetto.

8 Cerchia: Email Spamming

L’abbiamo detto prima e lo ribadiamo adesso. La casella email di un cliente (o potenziale tale) è sacra. Oh, e così tanto per informazione, fare spam è illegale! Doppia sfiga!

La punizione: dovrai letteralmente mangiare SPAM e dormire SPAM. L’unico cibo che avrai da mangiare sarà Spam inscatolato e il tuo letto sarà un morbido SPAM-tastico materasso, compresi cuscini e coperte.

9 Cerchia: Interruptive Marketing

Ci sono molto modi in cui puoi annoiare la tua audience e i tuoi contatti, ma niente è più noioso che interrompere qualcuno per vendere qualcosa che probabilmente non vuole.

La punizione: sarai coinvolto in un gioco di schiaffi eterno in cui ad un certo punto e senza preavviso, qualcuno arriverà e ti prenderà a schiaffi tutta la faccia: vivrai nella costante paura di incombenti ed inevitabili sberle!

 

E tu quale altro peccato (e punizione!) aggiungeresti a questo Inferno?

errori di content marketing

10 tipi di persone che influenzano negativamente la tua attività

Se vuoi iniziare un lavoro, cominciare un’attività o qualsiasi tipo di affare, per prima cosa dovrai capire con chi hai a che fare.

Le emozioni e i comportamenti possono circolare sui social network con la stessa viralità di un epidemia. Uno studio pubblicato nel 2010, sottolinea come “Ogni persona positiva che lascerai entrare aumenterà le possibilità di essere positivi dell’11%. Anche solo un amico triste può raddoppiare le possibuilità di un individuo di diventare triste”.

Capire chi evitare e chi avvicinare non è semplice. Ma con un po’ di pratica puoi davvero riuscire a stare lontano da quelle persone che rischiano di rovinare i tuoi affari.
Un bell’articolo su Entrepreneur.com descrive 10 tipi di persone (che possono essere sia impiegati che clienti) che è meglio imparare a riconoscere ed, in qualche caso, evitare quando si sta iniziando un lavoro, un affare o una qualche attività.
Ecco chi sono.

1 La sirena

Sono quelle persone attraenti e prorompenti che quando ti vengono vicino ti fanno distrarre totalmente. Molto più che chiunque altro, queste persone trovano sempre un modo per rubarti l’attenzione e buttare via tutti i tuoi sforzi.

2 La capra

Sono estremamente carismatici, grandi parlatori e super fortunati che sembrano farla franca sempre. Queste persone hanno molti punti di forza, il problema è che sono utilizzati nel modo sbagliato. La loro piccola soddisfazione è quella di portarti a fare delle scelte cattive. Se ti sembra di prendere sempre decisioni sbagliate ogni volta che attorno a te c’è una certa persona particolare, è il momento di tagliarla fuori.

3 L’elefante

Un elefante non dimentica. Sono quelle persone che in ambito lavorativo non abbandonano mai i tuoi errori passati e cercheranno sempre di ricordarti cosa hai fatto.

Non permettere che questa persona continui a riportarti nel passato. Ognuno di noi può sbagliare. Se hai fallito vuol dire che hai imparato. Rimani concentrato e procedi sul tuo cammino.

4 L’hater

L’hater (in italiano sarebbe l’chi odia, per invidia, gelosia o altro) è quella persona che vuole stare sempre al top, senza fare fatica, e che cerca di spingere giù chiunque altro stia per arrivare in alto.

Sono dei perdenti: non lasciateli entrare nelle vostre attività ma usateli come motivazione a rendere il vostro lavoro il più forte ed inattaccabile possibile.

5 Il narcisista

Sono persone di talento che sono ossessionati dal voler agire da soli. Sono persone sbagliate in particolare quando sono messe in ottica di lavoro in team. Un narcisista potrebbe incoraggiarti a spingere maggiormente l’immagine della tua attività a scapito della repitazione. Scelta sbagliatissima. Quando parte un’attività bisogna essere autentici e trasparenti. Non provare a sembrare più grande di quello che sei. Sii reale. Allontana il narcisista dal tuo mondo lavorativo e rimani focalizzato sulla tua reputazione, non sull’immagine.

6 La nemesi

Potrà capitare di avere a che fare con qualcuno con cui non vuoi schierarti o, viceversa, che qualcuno non vuole schierarsi con te. Se non fai attenzione può diventare una grande distrazione.

Calandoci momentaneamente nelle vesti dello psicologo della porta accanto, possiamo affermare che probabilmente quel qualcosa che non ti piace di quella persona è probabilmente qualcosa che non ti piace in te stesso, oppure qualcosa che ti piace troppo di te stesso e che vedi replicata in lui. In ogni modo qualcosa è in disaccordo con la tua identità e l’unico modo per uscirne è girare lo specchio dalla tua parte, e non sulla nemesi.

Il tuo avversario può essere un buon consulente: se riesci lavorarci insieme, ti può essere d’aiuto a capire te stesso: se riesci a farlo questa persona non sarà più la tua nemesi.

7 Ares

Il dio della guerra greco. Le persone di tipo Ares amano i conflitti. Sono ossessionati dai drammi e vogliono vincere a tutti i costi. Ogni minuto usato per capire o cercare di correggere un Ares è tempo perso. E’ molto meglio ignorare queste persone e usare il tuo tempo in modo più vantaggioso.

8 Il Dioniso

Il dio greco del vino, delle feste e del piacere. I Dioniso sono alla ricerca del piacere e hanno poca pazienza per qualsiasi cosa che non sia gratificazione personale.

Attenzione a permettere a queste persone di entrare nelle vostre attività: tendono alla dipendenza e sono perdi tempo. E’ importante avere amici e divertirsi, ma non dovrebbe mai essere sacrificata la nostra attività .

9 La luna nera (*)

Ci sono persone che possono entrare in un business e illuminarlo. Altre entrano e lo uccidono: i Luna Nera sono questi ultimi. Sono persone che sembrano avere una nuvola nera che li seguono ovunque vanno.

Sono sfortunate, negative e sempre depresse. Non sentitevi male per queste persone, probabilmente a loro piace essere così.

Sono in cerca di attenzioni. Lascia che le cerchino lontane dalla tua attività

10 Il gatto ciccione

I gatti ciccioni sono quelle persone che arrivano, mettono sul banco un mucchio di soldi e promettono il mondo. Che queste persone siano investitori o venture capitalist dalle migliori aziende, non lasciatevi abbagliare o distrarre dai loro soldi: con ogni probabilità loro vogliono il controllo della tua azienda e prendere i soldi da te. Fate molta attenzione con chi ti metti in affari. Non lavori tanto duramente per vedere il tuo brand e la tua reputazione gettata via sulle orme di un gatto ciccione che ora ne ha il pieno controllo.

(*) L’autore nell’articolo originale chiama queste persone i gatti neri. A me i gatti neri stanno simpatici! Quindi mi sono presa la libertà di rinominare questa categoria.

Come ottimizzare una Landing Page

Una landing page è una pagina di atterraggio.
Ovvero, quando l’utente legge la tua email promozionale o il tuo annuncio pubblicitario su una qualche piattaforma social, ad un certo punto si presuppone che arrivi clicchi su un link: questo link deve portare al tuo sito. Naturalmente, non possiamo farlo “atterrare” sulla homepage o su altre pagine generiche, ma dovrà essere creata una pagina con un contenuto studiato ad hoc. E’ la prima occasione che abbiamo per convincere un utente a procedere in ottica di un acquisto o di qualsiasi azione vogliamo che compia (download di un ebook, iscrizione ad un evento ecc..)

Ottimizzare la landing page per potenziali clienti è la chiave per acquisire un ritorno di investimento (ROI).
Non è semplice dare linee guida generali per l’ottimizzazione di una landing page perché ogni lavoro, ogni evento, ogni pubblico è diverso. Alcuni utenti vogliono informazioni concise, mentre altri preferiscono averne il più possibile.

Quindi, trovare il giusto equilibrio può essere un lavoro complicato e richiedere un bel po’ di pazienza e provare e sbagliare e riprovare ancora. Continua a leggere

Posizionamento su Google: quali fattori sono in gioco

Chi lavora da tempo in campo SEO, si ricorderà che, all’inizio, l’ottimizzazione on-page si riferiva meramente al piazzamento massivo di keyword.
All’epoca, ai motori di ricerca piaceva vedere le parole chiave sistemate in determinati posti nel codice, tanto da rappresentare un vero e proprio indicatore di rilevanza della pagina.
Oggi questo semplice approccio non funziona più, per due motivi: Continua a leggere

Social Media KPI: cosa tracciare e cosa misurare

Misurare il livello di coinvolgimento degli utenti è un passo fondamentale per chiunque lavori con i social media.

Le metriche da considerare non sono le stesse per ogni piattaforma, proprio perché per ciascun canale ci sono linguaggi, utenti e interazioni differenti.

Potrebbe volerci ancora molto tempo prima di avere un unico e valido strumento in grado di analizzare le performance di ogni canale social. Per ora, siamo obbligati a tracciare le metriche relative a ciascun social media seguendo le loro regole, i loro KPI e i loro strumenti.

Nel frattempo quest’infografica può essere d’aiuto nella gestione dei report di ogni piattaforma social. Da una parte sono evidenziate le chiavi metriche per Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram e G+., dall’altra una lista di strumenti free che potete utilizzare per verificare le misurazioni dei KPI

 

Social Media KPI: cosa misurare e cosa tracciare

Quali metriche bisogna tenere presente per valutare le performance di ciascun canale social

 

Facebook

Facebook Insights

Likealyzer

AgoraPulse

Quintly

Twitter

Twitter Analytics

Twitonomy

TweetStats

Riffle

Tweet Binder

Pinterest

Pinterest Analytics

Tailwind

PinAlerts

Instagram

Iconosquare

Twtrland

Google+

Google+ Insights

Steady Demand

CircleCount

 

9 errori social media da non commettere

Avere consapevolezza dei propri errori è uno dei modi migliori per perfezionare le azioni future, soprattutto nel mondo del social marketing, dove davvero possono essere strumenti molto validi per  migliorare la nostra strategia.

Chiunque possieda e gestisca un business online dovrebbe sapere quanto sia importante un’efficace campagna sui social media. Nonostante questo, sono ancora molti che affrontano i social nel modo sbagliato. Online si trovano numerose informazioni sui modi migliori per riuscire sui social media, eppure troppe volte vengono adottate tattiche errate.

Ecco riassunti qui gli errori più comuni (che trovate anche nell’infografica sottostante).

1 Concentrarsi sulla quantità di followers e non sulla qualità

Se da un lato è certamente una buona cosa avere centinaia di followers/fan, dall’altro non significano nulla se non sono effettivamente interessati ai vostri servizi.

2 Non postare regolarmente contenuti interessanti

Gli aggiornamenti di stato possono essere usati per “parlare” al nostro pubblico, in modo coinvolgente, non solo dei nostri prodotti ma anche e soprattutto di tutti quegli argomenti che interessano alla nostra audience.

3 Non convertire followers in clienti

Le conversioni sono la parte più importante di un utente business. Certo, avere migliaia di persone che condividono i vostri post è bello, ma se l’obiettivo è fargli effettuare un acquisto, allora la semplice condivisione non vi porterà molti benefici. Solo il 12% di chi vede una pubblicità prodotto sui social media poi compie un acquisto. È quindi necessario che  il vostro post sia il più attrattivo possibile.

4 Focalizzarsi su troppi canali social

A meno che non abbiate un impiegato che si occupi specificatamente delle vostre pubblicazioni online, è assolutamente inutile che vi “spalmiate” su tutti i social indifferentemente. Esaminate quali sono i vostri obiettivi e il vostro cliente ideale e decidete su quali piattaforme concentrarvi.

5 Avere un brand senza personalità

Se le persone pensano che i vostri post siano troppo generici e noiosi, sono meno propensi a effettuare un acquisto. Bisogna comunicare la personalità del brand in ogni pubblicazione.

6 Fare Spam

L’ultima cosa che dovete fare è fare spam alla vostra audience. Se la gente comincia a pensare che i vostri post siano unicamente incentrati sulla vendita dei vostri prodotti, smetterà di visualizzare gli aggiornamenti della vostra pagina.

7 Fare tutto manualmente

Se avete delle pagine aziendali che necessitano di numerosi e costanti aggiornamenti, facendo tutto “ a mano”, rischiate di impiegare molto tempo. Esistono diversi programmi e siti che permetto di gestire e schedulare i post nel tempo.

8 Comunicare lo stesso messaggio attraverso tutti i canali

Anche se volete promuovere lo stesso prodotto su diversi social, è una buona idea rivedere il messaggio a seconda della piattaforma usata. Ricordate che ogni social ha il suo linguaggio!

9 Non avere una strategia complessiva

Provare quale sia la cosa giusta da fare andando alla cieca, sui social network, non è una buona idea. Si ha bisogno di una strategia che deve essere creata con attenzione.

errori social media