Corporate Storytelling: differenziati o muori

Ogni giorno milioni di nuove pagine sono pubblicate, qualsiasi professionista medio riceve dozzine di email, e il consumatore tipico è esposto a centinaia di annunci pubblicitari.

In questo scenario, non è abbastanza avere una buona storia. La storia deve essere raccontata bene affinché venga assorbita dalla tua audience e ne trovi il favore.

Fare corporate storytelling richiede tempo ed energia. E lo storytelling più efficace è quello che ha un obiettivo. Quando si ha in mente un risultato da ottenere si fa di tutto per raggiungerlo, proprio come per gli obiettivi aziendali. In effetti sono perfettamente allineati: il secondo aiuta ad ottenere il primo. Continua a leggere

Perché il video marketing è vitale per la tua azienda

Il content marketing è focalizzato non tanto sulle vendita quanto sulla comunicazione più semplice con i clienti e i prospect (Fonte Wikipedia)
I consumatori ormai vogliono essere informati nel modo più visuale, interattivo e coinvolgente possibile.

Il Social Media Marketing è un veicolo perfetto per recapitare tutto questo ai clienti odierni.

Ogni social network è interattivo a modo suo. Pertanto, qualsiasi sia lo stile di vendita che voi avete adottato, deve essere affiancato da questi trends.

I social media sono come un animale che deve essere nutrito quotidianamente. Il suo appetito è insaziabile e chiede continui contenuti e innovazioni
(Fonte)

Il Digital Marketing si è diffuso in ogni area della nostra vita. Non importa quale struttura abbiate scelto perché il vostro marketing online abbia successo, la cosa importante è che prestiate molta attenzione al content marketing che state producendo.

L’infografica sotto riportata riferisce alcuni dati interessanti.

Il 70% dei marketers B2B usa il video marketing integrato alla loro strategia complessiva. Perché?

  • La voce umana comunica emozioni
  • Il cervello è programmato per avere fiducia nel volto umano
  • Il movimento cattura l’attenzione della gente

Come può questo trasformarsi in denaro per voi?

Ci sono 3 modalità in cui i video possono aumentare le vendite

Istruisce

Coinvolge la vostra audience attraverso contenuti video interessanti che insegnino qualcosa di più riguardo al tuo brand e ai valori connessi

Promuove

Utilizza il potere del media visuale per creare conversazioni attorno ad un evento, una causa, un prodotto o un servizio

Intrattiene

Vi connette alla vostra audience tramettendo la vostra personalità e aiutando a fissare il contesto del messaggio

Le domande che dovete porvi durante la produzione di un video sono:

  • Chi è la mia audience per questo video?
  • A cosa si interessa la mia audience?
  • Questo video può sembrare troppo promozionale?

video marketing

Come gestire la reputazione online del tuo brand

Gestire la reputazione online nello scenario attuale è  una priorità per chiunque voglia usare i social per i propri affari.

Un potenziale cliente, prima di affidarsi ad un qualsiasi professionista/distributore/fornitore di servizi, fa ricerche online per capire quale sia la reputazione di chi sta per contattare. Quante condivisioni, quali fans/followers e come sono coinvolti sulle tue diverse piattaforme social determina la tua reputazione.

Alcuni fatti interessanti:

  • il 70% della gente dice di credere abbastanza/completamente alle recensioni online
  • il 73% dei clienti afferma che una buona recensione comunica maggior fiducia nel fare affari
  • il 50% dei consumatori sono maggiormente inclini a scegliere un’attività locale dopo aver letto una buona recensione
  • l’80% dice di aver cancellato o di aver ripensato all’acquisto di un prodotto/servizio dopo aver letto una cattiva recensione di un prodotto o di un lavoro

Quali sono gli elementi di cui è composta la tua reputazione online

  • Il tuo nome
  • La tua azienda
  • Il Brand
  • I prodotti/servizi che vendi
  • Un alto profilo dei dipendenti/collaboratori
  • Pseudonimi/nomi utente

Cosa rovina la tua reputazione online?

  • Nome utente o dominio che non corrisponde al tuo campo d’azione o che riporta illegalmente il nome di altri brand o prodotti
  • Frequenti cambiamenti di nome utente
  • Commenti negativi
  • False informazioni
  • Profili falsi
  • Violazioni del marchio
  • News negative
  • Reclami
  • Attacchi da competitors
  • Scandali aziendali

Come costruire una forte reputazione online in ambito lavorativo?

  • Crea una presenza online del tuo brand e di tutti i tuoi prodotti/servizi che sia coerente
  • Sviluppa una forte presenza social media per fondatori, imprenditori o dirigenti
  • Quando rispondi a reclami o cattive recensioni online, tieni presente che ti stanno sottolineando un punto debole cui porre rimedio al più presto
  • Se tu o la tua azienda commettete un errore o fate qualcosa di sbagliato, prendetevi la responsabilità dell’accaduto
  • Scusati in modo genuino e sincero con chi è stato danneggiato dal tuo errore
  • Investi efficacemente tempo e denaro nella costruzione di una buona reputazione online e gestiscila costantemente

brand reputation online

Content marketing: cosa fare se non ottieni i risultati sperati

Accolto dai brands e dai professionisti del marketing di tutto il mondo, il content marketing continua ad assorbire priorità ed essere protagonista nelle strategie di marketing.
Esiste però un allarmante contrasto nelle motivazioni dietro al content marketing e ai risultati reali.

Quest’infografica mostra come i risultati effettivi non siano sempre in linea con quello che si intendeva o ci si aspettava dai nostri sforzi – e qualche consiglio per chi cerca di chiudere questo gap.

Come sono messi i risultati ottenuti dal tuo content marketing con le tue ambizioni e le tue aspettative? Ecco alcuni dati interessanti

Il grande gap del content marketing

Il contenuto interessante è il motivo principale per cui le persone seguono i brand sui social media MA solo 1 lettore su 5 va oltre al titolo e legge l’intero contenuto scritto.

Il 68% pianifica di incrementare il loro uso del blog  MA solo il 43% ha un blog ottimizzato anche per smartphone e tablet

Il 92% dei marketers pensano che i social media siano importanti per il loro business MA solo 1 su 3 crede di poter misurare il ROI sulle loro attività social.

Per chiudere il gap:

il 57% di chi lavora con i contenuti percepisce la mancanza di tempo la sfida più grande e il 45% si sforza di produrre abbastanza contenuti  per cui siate realistici sulle vostre risorse e riproponente ciò che già avete.

Solo l’1% di contenuto può diventare virale, senza un’esistente e coinvolta community per cui ripensate a come è distribuita la vostra strategia e dove volete avere successo

27 milioni di tipi di contenuti sono condivisi ogni giorno, questo rende difficile farsi notare nella massa, per cui focalizzatevi sul giusto mix di contenuti a pagamento, proprietari e gratuiti, alternando immagini, articoli, tutorial e video.

gap content marketing

Le 8 caratteristiche di un cattivo leader

L’autore di questo articolo, globalmente riconosciuto come esperto in strategia, performance management, analytics, KPIs e Big data, solleva interessanti spunti di riflessione.
Rivolgendosi a chi è un leader sul lavoro, quindi un manager, un senior executive o un impiegato delle risorse umane, ricorda che fra le sue funzioni più importanti c’è anche quella di scegliere e scovare le capacità di comando in quelle persone che dovrà promuovere a capo di un progetto o di un team, affidando loro ulteriori responsabilità.
Come riconoscere chi si rivelerà un vero leader in queste condizioni?

Ci sono centinaia di articoli a riguardo, che parlando di quali qualità bisogna avere per essere un buon capo. Ma cosa effettivamente rende un leader mediocre? Queste sono le caratteristiche da “bandiera rossa”, che nessuno dovrebbe mai avere se occupa una posizione di leadership:

Scarsa empatia

L’empatia è una delle qualità più importanti per un capo, ed esserne sprovvisto è un indicatore chiave per riconoscere un capo mediocre. Se non sei capace di metterti nelle scarpe degli altri e vedere da prospettive differenti allora non sei davvero un grande leader.

Paura di cambiare

Cambiare spaventa tutti, in particolare quando il cambiamento coinvolge denaro o personale. Ma se non si ha un po’ di coraggio e non si abbraccia l’dea di rinnovarsi, allora si è destinati a rimanere indietro

Troppo disposto ai compromessi

Capire quando è il moemnto di pretendere e quando invece è il momento di mollare è un’arte.  Un leader che si lancia troppo velocemente in compromessi sulle proprie idee o ideali non porterà mai benefici.

Troppo prepotente

Un vero leader ha persone che lo seguono e che vogliono essere guidate da lui. Dare semplicemente ordini in giro difficilmente aiuterà a generare fiducia e a creare collaboratori propositivi.

Poco convinto

Una persona che vacilla nel prendere una decisione, grande o piccola che sia, probabilmente non è adatta per un ruolo da leader. Indica una scarsa fiducia in se stessi

Incapace di giudicare il carattere degli altri

Se non si riesce a riconoscere il vero carattere degli altri non si sarà in grado nemmeno di capire chi sarà di aiuto a farlo crescere e migliorare.

Non equilibrato

Il primo ad arrivare in ufficio e l’ultimo ad andare via sarà anche un buon candidato alla promozione, ma è senza dubbio anche un segnale sia di stress cronico sia di un irragionevoli aspettative del resto del team

Scarsa umiltà

Chi pensa di poter fare tutto e di essere l’unico a saperlo fare è improbabile che riesca a diventare un buon leader visto che sarà troppo occupato a fare anche il lavoro degli altri.

Questo non vuol dire che avere una di queste caratteristiche automaticamente escluda qualcuno dall’essere un buon capo. In effetti, è sufficiente abbandonare la cattiva abitudine e diventare persone e leader migliori.
Ma se qualcuno ha più di una delle caratteristiche che compaiono su questa lista allora è molto probabile che non sia pronto per assumere una posizione di comando.

Sette statistiche SEO da non sottovalutare

Dire che l’ottimizzazione per i motori di ricerca è importante per qualsiasi tipo di lavoro o impresa è dire poco. Parte fondamentale del digital marketing, la SEO aiuta a rendere visibile il tuo sito sui motori di ricerca e soprattutto aiuta a determinare il ranking nei risultati organici.

Più efficace sarà la SEO e maggiori saranno le possibilità di aumentare il posizionamento. Continua a leggere

7 miti socialmedia a cui non credere mai

Secondo un recente studio, ben l’83% di chi lavora nel marketing ha idee confuse riguardo al social media marketing, situazione questa che non aiuta la grande disinformazione che circola attorno al web e ai social media.

In questa infografica per esempio, vengono sottolineati 7 miti socialmedia a cui nessuno, ma proprio nessuno, dovrebbe credere.

1 Più hashtags è meglio.

Può essere vero su Instagram e Twitter, ma non su Facebook: più hashtags un Brand usa nei suoi post su Facebook e minore è l’interazione che riceve.

2 Vine è la migliore piattaforma per i social video.

Dipende sempre da dove stai condividendo! Se i tuoi fans sono soprattutto su Facebook allora Vine non è la scelta giusta (ricorda: Facebook ha acquistato Instagram e Twitter ha acquisito Vine).

3 Youtube è usato principalmente dai teenagers.

Solo il 10% degli utenti di YouTube ha un’età compresa tra i 13 e i 17 anni.

4 Facebook e Twitter conducono la maggior parte del traffico.

Anche in questo caso dipende su quale tipo di sito. Uno schiacciante 64% di corporate site referrals proviene da LinkedIn.

5 Linkare posts su Facebook porta maggiore traffico.

Si, i posts portano traffico ma nulla è come una foto: l’87% delle interazioni su una pagina avvengono tramite una foto, un link semplice porta  solo il 4% di coinvolgimento.

6 Tweets postati nelle ore del giorno generano più retweets.

Condividere quando il volume complessivo delle condivisioni è basso, come per esempio di notte, può portare più retweets vista la scarsa competizione.

7 I contenuti di Pinterest hanno una vita breve.

Diversamente da molto altri tipi di contenuti online, i Pin hanno una capacità di ingaggio molto potente. Il 50% di traffico ottenuto da un Pin avviene circa due mesi dopo il pin iniziale.

sette miti social media spettrali