Email best practices: consigli ed errori da evitare

email mrketing tips and sinsDEM sta per Direct Email Marketing ed è uno degli strumenti più utilizzati ed amati dalle aziende per comunicare e costruire relazioni, inviare comunicazioni e offerte commerciali.
Ha uno dei tassi di risposta più alti tra le varie modalità di coinvolgimento dell’utente/cliente e può portare benefici non solo in termini di vendite ma anche nella costruzione di relazioni almeno fin quando la tua campagna farà leva sull’attenzione nei confronti dell’utente in modo corretto e lo rispetterà offrendogli, attraverso la email, qualcosa di valore.

Nel momento in cui andiamo a creare una DEM, dobbiamo prestare attenzione ad alcuni punti strategici.

frecciaPer quanto riguarda il Soggetto bisogna essere diretti, semplici e d’impatto e cercare di coinvolgere il nostro pubblico con l’umorismo o con un po’ di suspance.

frecciaIl template deve includere ovviamente il nostro brand e meglio se è suddiviso chiaramente in aree subito identificabili.

frecciaIl contenuto deve essere interessante e coinvolgente e bisogna dare ai lettori la possibilità di scoprire gli altri nostri canali (sito, social media, blog) e di rispondere alla nostra call to action.

frecciaGraficamente dobbiamo creare un layout attraente e non dimenticare mai di compilare il tag ALT delle immagini.

frecciaMolto utile è senza dubbio la suddivisione in liste dei nostri contatti, così da poter inviare una DEM personalizzata a seconda della lista di appartenenza.

Avete preso nota? Ottimo, quindi ora possiamo passare alla parte che considero più interessate e analizzare l’aspetto parallelo e cioè quegli errori che dobbiamo assolutamente evitare.

Un soggetto “misero”

Troppo spesso il soggetto viene considerato come l’ultimo pezzo del puzzle, da compilare solo un attimo prima dell’invio: sbagliato!! Il soggetto è la prima cosa che viene letta quando si riceve il messaggio nella inbox. Se nessuno apre le nostre mail a causa di un contenuto poco accattivante, nessuno ne leggerà il contenuto.

Confusione sulla nostra audience

Chi è il nostro pubblico? Abbiamo inviato una unica DEM utilizzando lo stesso tono indipendentemente dai destinatari? Brutta mossa. A nessuno piace essere messo nel mucchio. Bisogna creare liste differenti a seconda delle necessità e degli obiettivi.

Niente Test

La fase di test è forse la più importante: riesce a farci capire quali sono le immagini, i link e il contenuto che assicurino il miglior tasso di apertura e di click per la nostra DEM. E’ vero, bisogna investirci un po’ di tempo, ma i risultati non lasciano dubbi in merito all’utilità di eseguire un test A/B.

Contenuto poco chiaro

Il primo paragrafo è il più importante e come per una landing page è ciò che cattura o fa perdere l’attenzione del cliente. Dobbiamo chiarire subito i propositi della nostra DEM e acompagnare il lettore fino alla CTA.

Link errati

Controlliamo sempre tutti i link presenti: se c’è qualcosa di veramente fastidioso è cliccare su un link ed appurare che non funziona.

Troppo pesante

No a immagini troppo pesanti e ad un testo prolisso. A nessuno piace dover aspettare più di un battito di ciglia per scaricare la mail. Meglio scrivere frasi corte evidenziando le nostre keywords in grassetto.

Un design poco curato

La DEM non deve essere complicata ma deve essere leggibile a tutti gli utenti su tutti i device. Un layout semplice ma curato e accattivante è sicuramente migliore di uno più elaborato ma confuso.

Bonus tip!
E’ fondamentale adattare le nostre DEM e newsletter ai bisogni e all’accessibilità del nostro pubblico.  Con tutti i cambiamenti cui è soggetto il marketing on line nel mercato B2B, aggiornare la nostra strategia più spesso possibile è l’unico modo per mantenere l’attenzione e l’interesse degli iscritti alla nostra lista.
Ricordiamoci che l’obiettivo principale è portare le persone ad acquistare ciò che vendiamo e a costruire fiducia attorno al nostro brand: approfittiamo (con accortezza) di ogni buona occasione per ricordare agli utenti che non possono assolutamente perdersi le informazioni o i contenuti di valore che invieremo loro se entreranno a far parte della nostra contact list.

Qui l’infografica dei 7 peccati di una DEM

E se a qualcuno piacciono i numeri e le statistiche ecco un’altra bella infografica
stats email marketing

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