3 comandamenti di content strategy per Google Hummingbird

Google HummingbirdDirettamente dal Content Marketing Institute ecco un articolo che evidenzia le tre regole più importanti per avere una content strategy di successo.
Ogni aggiornamento agli agoritmi di Google aveva sempre lo stesso obiettivo: fornire agli utenti del motore di ricerca il più rilevante e usabile risultato possibile.
L’ultimo, Hummingbird, in realtà non è per nulla un semplice aggiornamento. Diversamente dagli aggiornamenti di Penguin e di Panda, che riguardavano solo certi aspetti del ranking, Hummingbird è una completa revisione dell’intero algoritmo di ricerca, visto che ha cambiato il modo in cui i dati vengono estratti dal motore di ricerca.

Interessando ben il 90% delle domande di ricerca, Hummingbird si presenta come il cambiamento più sensibile da anni a questa parte.  E’ stato realizzato poco più di tre mesi fa ma non pubblicizzato fino a fine settembre e la maggior parte della gente non a notato alcuna differenza. Google ha affermato che Hummingbird è focalizzato in gran parte sulla ricerca di conversazioni (concersational search): significa maggior attenzione a intere stringhe di ricerca piuttosto che a singole parole. In più Google fornirà i risultati come se tu avessi avuto una conversazione con il motore di ricerca, concentrandosi sul contesto della ricerca.

Cosa significa tutto questo per te, per il tuo lavoro e per la tua content strategy?
e come puoi cambiare la tua content strategy alla luce di Hummingbird? La risposta è una sola: dipende dalla tua attuale strategia di contenuti!

1 Crea contenuto utile

tips seo HummingbirdLa creazione di contenuto utile è da sempre uno dei più importanti fattori nel content marketing. Con Google Hummingbird l’usabilità dei contenuti diventa ancora più significativa. Il numero di chi cerca in forma di domanda è in crescita costante. E creare contenuti che rispondano a queste domande permette di apparire con più facilità nei risultati di ricerca SERPs.

Fare ricerca in forma di domanda non è un concetto del tutto nuovo. Ma con Google che focalizza ancora di più sul contesto della domanda piuttosto che su pezzi di stringhe, creare contenuti che rispondano ad una specifica questione può dare risultati migliori rispetto a contenuti con non lo fanno.

Creare contenuto che concentra l’attenzione su qualcosa di molto specifico (long tail) e sulle intenzioni di ricerca dell’utente, potrebbe portare ad un più alto ranking nei risultati rispetto a contenuto che accoppia solo poche parole.

2 Capire quanto è importante il mobile

Considerando che il 46% di chi fa una ricerca usa un dispositivo mobile, creare contenuti ottimizzati per il mobile diventa essenziale. Con Hummingbird  Google può ora fornire risultati migliori per chi cerca tramite mobile.  Avere un sito ottimizzato non è solo un’opzione è una necessità. Il migliore e semplice modo per raggiungere un’esperienza piacevole è quella di avere un responsive design.

Il responsive web design trova la risoluzione migliore a seconda del device utilizzato. Con Hummingbird, se non hai un sito ottimizzato anche per il mobile, questo non verrà fuori nei risultati di chi fa una ricerca tramite dispositivo mobile.

3 Non ignorare i social

Per anni è stato acceso il dibatto per cui Google usasse i social signals come fattore di ranking. Con Hummingbird Google permette un migliore processo dei segnali social, il che significa: non ignorare i social media.

I links sono stati tra i fattori più importanti  nel ranking per moltissimo tempo. Quando qualcuno metteva un link al tuo sito, questo era considerato come un voto di approvazione: il tuo sito risultava così utile da condividerlo con i visitatori del loro sito. Col passare del tempo, sempre più gente riuscì ad aggirare il sistema e i links persero d’importanza. Con la nascita nei social media ora non solo si può “votare” un contenuto che viene reputato interessante e utile, ma chiunque può condividerlo sui social con un click.

I “voti” social media (i +1 piuttosto che i like) conferiscono autorità esattamente come facevano i links. Per esempio: l’utente su Twitter con molti followers è più raggiungibile di uno che ne ha pochi.

Anche se non è certo se o come avvenga esattamente l’impatto dei social signal sui motori di ricerca ora che Hummingbird è al lavoro, i social media possono essere considerati in definitiva come una parte chiave della strategia di content marketing. Costruire una e-reputation positiva per il tuo lavoro attraverso le varie piattaforme deve essere una parte integrale del marketing online e non solo per il potenziale fattore di ranking . Rendere il tuo brand identificabile come esperto della tua nicchia di mercato è un obiettivo primario e i social media possono aiutarti a raggiungerlo.

Conclusioni

Con Google Hummingbird, che tu abbia o meno bisogno di cambiare la tua content strategy dipende da come fin’ora hai fatto marketing online. Se hai fatto attenzione ai precedenti aggiornamenti e fornito alla tua audience contenuti di qualità, Hummingbird non avrà grandi effetti. Ma se notate un decremento del traffico e non era stato messo il focus sul contenuto utile, ora è tempo di cambiare.

Con l’evidente enfasi che Google mette sulle ricerche conversazionali, dare al tuo pubblico contenuto utile che risponda alle questioni dell’utente è la chiave. In più ottimizzare questo contento per utenti mobile è sempre più importante, visto che le ricerche su device mobili tendono ad essere più conversazionali. Infine, nonostante l’effetto dei social signal sul ranking non sia ancora stato chiarito, è evidente che i social media dovrebbero essere parte integrante della strategia di content marketing per costruire un solido brand online.

Sai quale piattaforma social media è la migliore per il tuo lavoro?

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Il mondo Social Media è enorme e travolgente.
Richiede molta attenzione e spesso accade che chi vi si approccia senza le giuste conoscenze commetta errori anche gravi nella gestione e addirittura nella scelta di quale piattaforma utilizzare per partire con la propria strategia di social media marketing.

Come scegliere dunque quale social network sia il migliore per il tuo lavoro?

Innanzitutto: tranquillo. Non devi essere ovunque fin da subito. Prova per qualche tempo i social media che secondo te hanno più senso per i tuoi affari. Per esempio, su Pinterest hanno molto successo le foto in campo Food e Fashion. Se sei un professionista puoi provare a proporti come esperto nel tuo campo attraverso un mix tra blog e LinkedIn. Per promuovere prodotti Facebook è un ottimo strumento. La cosa migliore di internet è che tutto può essere tracciabile. Puoi fare dei test su diverse piattaforme con messaggi diversificati e controllare direttamente quali producono il migliore impatto.
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Come posso riconoscere quale social media mi è d’aiuto negli affari? Continua a leggere

Cercare prospect su LinkedIn? Si può!

LinkedIn Report Q3Stai usando LinkedIn per connetterti con nuovi Leads e clienti?
Vorresti imparare le tattiche di Social Selling su questo Social Network?

Il Social Selling è l’uso dei social media mirato a scoprire e connetterti con potenziali e nuovi clienti.

In quest’articolo di Melonie Dodaro su SocialMediaExaminer.com vengono mostrati 6 step per cercare nuovi leads e attrarre clienti su LinkedIn. Continua a leggere

Social Media Karma: se ti comporti bene, otterrai risultati migliori

socialmedia Karma

Che si creda o meno nel Karma, se si vuole avere successo sui Social Media è importante avere chiaro che ogni cosa che fai on line, ogni post, ogni commento, ogni blog su cui scrivi, ogni contenuto che condividi si aggiunge alla somma totale delle impronte che lasci nella blogosfera. 

Costruire relazioni è importante in qualsiasi settore si lavori: il social media karma è l’idea che, ciò che fai e come lo fai, avrà un effetto su di te, direttamente o indirettamente.
Come raggiungere questa pace interiore Social Media che influirà su tutto il tuo mondo online? Come attirare il karma positivo?
Basta seguire qualche semplice ma fondamentale regola. Continua a leggere

Come funzionano gli #Hashtag: esempi e consigli per introdurli nella vostra strategia social media

hashtag come funzionano e come si usano

HashtagTutti noi abbiamo visto e sentito parlare di hashtag. Si, è vero, ho scritto ‘sentito’ perché ormai si è imposto sia nella cultura contemporanea che nelle campagne di advertising. Un blogger inglese, piuttosto conosciuto a dire il vero, ha recentemente scritto un post riguardo a come l’hashtag abbia rovinato il linguaggio moderno. A prescindere dall’origine e da come voi vi ponete nei confronti dell’utilizzo degli hashtag, è senza dubbio un simbolo che non verrà abbandonato tanto facilmente.

Iniziamo con qualche esempio di campagne adv condotte attraverso l’uso dell’Hashtag: molto coinvolgente quella di Honda che a livello europeo ha chiesto agli utenti di condividere su Twitter le loro foto di viaggio con #myjourney.  
#unmotivoinpiù è invece l’hashtag usato da Enel per lanciare la sua nuova offerta commerciale e favorire la conversazione e il confronto con gli utenti anche se, facendo una ricerca per trands su Twitter il risultato non è proprio a favore di Enel: in molti stanno usano questo Hashtag per dichiarare il proprio “motivo in più” per fare o non fare qualcosa che con Enel ha poco a che vedere.
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Storytelling: racconta la tua storia sui social!

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E’ un dato di fatto: alla gente, le storie piacciono. Ci piacevano da bambini e continuiamo ad esserne affascinati da adulti. Quante volte ci è capitato di stare seduti attorno a un tavolo, in famiglia o con amici, intenti ad ascoltare un aneddoto ben raccontato? Lo storytelling ti permette di presentare le tue idee in un modo che le persone possano capire e apprezzare. Ecco perché è un modo unico per promuovere il tuo lavoro.
Ci sono diversi modi di approccio per raccontare una storia aziendale, scegli quello più idoneo alla natura del tuo business e ai tuoi clienti:

  • una storia educativa
  • una nuova storia ispirata al presente
  • la storia dei tuoi clienti
  • l’uso classico, familiare delle storie
  • la tua storia personale

Uno degli aspetti migliori del saper raccontare una storia è che può trasformare un argomento di per sé impersonale e dargli letteralmente vita.

Quindi se riuscissi ad usare lo storytelling, ossia la capacità di raccontare, a tuo vantaggio, sui social media, perché non dovresti farlo?
Hai la possibilità di far leva su uno degli aspetti fondamentali della natura umana!

Diamo un’occhiata a come usare lo storytelling digitale sulle piattaforme social come Facebook, Google+ e Twitter.

Ecco 5 modi per iniziare a “raccontare” la tua storia sui Social Media. Continua a leggere

Email best practices: consigli ed errori da evitare

email mrketing tips and sinsDEM sta per Direct Email Marketing ed è uno degli strumenti più utilizzati ed amati dalle aziende per comunicare e costruire relazioni, inviare comunicazioni e offerte commerciali.
Ha uno dei tassi di risposta più alti tra le varie modalità di coinvolgimento dell’utente/cliente e può portare benefici non solo in termini di vendite ma anche nella costruzione di relazioni almeno fin quando la tua campagna farà leva sull’attenzione nei confronti dell’utente in modo corretto e lo rispetterà offrendogli, attraverso la email, qualcosa di valore.

Nel momento in cui andiamo a creare una DEM, dobbiamo prestare attenzione ad alcuni punti strategici. Continua a leggere