Content Curation: come personalizzare un contenuto

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Innanzitutto diamo una definizione: per content curation si intende l’arte di saper riproporre contenuti alla ricerca dei giusti ingredienti per un perfetto mix di content marketing.
Secondo una ricerca di mediabistro.com ogni settimana, solo su Facebook, vengono condivisi 3.5 miliardi di articoli. Eric Schmidt, Ceo di Google, ha affermato che:

Ogni due giorni vengono erogati così tanti contenuti quanti se ne sono creati dall’alba della civilizzazione fino al 2003

Impossibile stare dietro ad una simile quantità di informazioni.
Compito di un content curator è quello di scovare materiale interessante per il suo mercato/target di riferimento, cercandolo lontano dai soliti canali cui la sua audience è abituata e, una volta trovato, analizzarlo e ricomporlo, aggiungendo altre risorse interessanti presentandolo in una forma nuova e più organizzata. Un lavoro non da poco quindi, anzi, come viene chiarito in modo un po’ ironico in questa infografica, un lavoro da supereroe.

attenzioneAttenzione però: non stiamo parlando di duplicazione di contenuti, perché altrimenti sarebbe non solo controproducente in termini SEO, ma anche poco “onorevole” (appropriarsi delle idee di qualcun altro, sfruttare la fatica altrui) e indice di bassa qualità e poca voglia di produrre.
Matt Cutts, si di nuovo lui, in un video (che potete vedere in quest’articolo ) dà qualche indicazione per fare le cose nel modo giusto.

La ricetta per una buona content curationLe frasi chiave del suo discorso sono:

  • Un grande sforzo nell’attività di “curation” (ricerca + analisi + valore aggiunto + riorganizzazione)
  • Un punto di vista personale e caratteristico

Quindi se la content curation è una parte importante della vostra strategia di content marketing, diventa fondamentale aggiungere le proprie annotazioni per differenziare il nuovo contenuto da quello originario e permettere ai lettori di distinguere qual è il contenuto da voi rivisto e le vostre opinioni.

Come personalizzare quindi un contenuto che vogliamo far diventare “nostro”?

Possiamo usare 6 tattiche diverse.

1 – Creare un estratto

frecciaè una tecnica usata soprattutto da chi è un “novizio” della content curation e consiste nell’estrazione di una porzione dell’articolo originale riproponendo  il titolo, le prime frasi e spesso anche l’immagine se presente nel post. Quest’approccio però può provocare dei rischi al “curator” legati al copyright, nel caso in cui venga condiviso troppo del testo originario. I motori di ricorca possono penalizzare il sito con il contenuto duplicato.
L’estratto è un lavoro a basso sforzo, visto che si tratta essenzialmente  di un copia e incolla, ha un valore SEO quasi inesistente e non meno importante fornite un contenuto di poco valore ai vostri lettori poiché non gli fornite nulla di originale.

2 – Creare un riassunto

frecciaNel fare un riassunto del pezzo originale, il content curator crea un breve riepilogo dell’articolo: in questo caso lo sforzo richiesto è leggermente maggiore di un semplice estratto. Se fatto correttamente il risultato sarà un contenuto completamente nuovo che non si troverà da nessun’altra parte online, diventando così qualcosa di unico agli occhi dei motori di ricerca. Un buon riassunto può incorporare anche delle keywords aggiuntive, in modo da dare al lettore del valore aggiunto positivo.  In ogni caso, come per l’estratto, il lettore probabilmente non avrà nessuna nuova informazione che non possa ricavare dall’articolo originario.

3 – Quotare

frecciaIl quoting è un approccio comune che permette di allegare contenuto di terzi.  In questo caso il curatore cerca porzioni di testo interessanti e ci confeziona attorno il suo articolo. Questa tattica richiede un buono sforzo lavorativo in quanto il content curator prima deve aver letto l’articolo per scegliere quelle sezioni che possano generare interesse e commentare attorno al brano quotato. Il valore SEO presente in un pezzo quotato è abbastanza alto perché c’è un ragionevole quantità di testo personale insieme ai “quote” dell’articolo originario.
Questa tattica offre un alto valore aggiunto ai lettori poiché permette di mettere l’attenzione su una porzione di articolo particolarmente interessante e viene proposta la prospettiva del content curator prima di leggere l’articolo originario.

4 – Mettere nuovi titoli

frecciaCon questa pratica il content curator crea un titolo ad hoc che trasmetta il suo punto di vista e attiri un buon numero di click-throughs. E’ una tattica particolarmente efficace quando viene condivisa sui social media. Non richiede grandi sforzi, tutt’altro, visto che tutto ciò che si deve fare è cambiare il titolo. Naturalmente questo non porta molto valore ai lettori visto che non lascia spazio alle interpretazioni personali del content curator.
Il valore SEO è abbastanza buono se paragonato al poco sforzo dovuto: infatti il curatore è in grado di incorporare keywords aggiuntive e evita la concorrenza con l’articolo originario nell’indicizzazione di motori di ricerca.

5 – Creare uno storyboard

frecciaNella creazione di uno storyboard il curatore intreccia insieme diverse parti di contenuto, includendo tweets, video, estratti di news, per creare un racconto inframmezzato dai commenti del content curator. Qui ci vuole un buono sforzo lavorativo poiché il curatore deve trovare molteplici brani e porzioni di testi e legarli insieme creando un articolo organico e sensato. Ovviamente questo sforzo è ripagato in alto valore sia per i lettori sia per la SEO.

6 – Fare un parallelo

frecciaUn curatore fa un parallelo prendendo una parte di contenuto che apparentemente non è correlata all’argomento trattato e ne disegna le connessioni.
Questa tattica permette al curatore di legare il suo punto di vista a numerosi argomenti o questioni, questo concetto è chiamato anche newsjacking
Lo sforzo lavorativo è moderato e relativo in particolare allo scrivere nuovi riassunti e disegnare parallelismi attraverso gli argomenti trattati. Il valore SEO è alto così come il valore per i lettori, visto che il curatore lavora al di fuori dell’articolo originario creando nuovi contenuti con punti di vista personale.

Io, senza alcun dubbio, mi annovero tra i supereroi della content curation, visto che mi piace ricercare sempre articoli interessanti lontani dalle solite risorse e rivederli e “re-impastarli” per ottenere qualcosa di diverso. Di solito il mio approccio è un mix tra lo storyboard e il parallelo. E voi cosa ne pensate? Vi siete mai cimentati nella content curation? La vostra strategia di marketing la prevede?

2 pensieri su “Content Curation: come personalizzare un contenuto

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